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Cogenerazione, tecnologia intelligente: 40% di risparmio energetico, break even a 3 anni. Cos’è, a chi serve, cosa comporta.
La cogenerazione è la produzione combinata e contemporanea di energia termica ed elettrica. Un sistema che consente di ottenere un incremento di efficienza rispetto ai metodi più tradizionali. Da dove nasce e cosa comporta? La parola a Giorgio Bergamini, direttore generale di Astrim, nonché uno dei “padri” della cogenerazione in Italia.
Come si può definire la cogenerazione e quali i consigli agli imprenditori?
La cogenerazione è una “tecnologia intelligente” perché coniuga due esigenze: risparmio economico e vantaggi ambientali. In media un impianto di cogenerazione ha una vita di 15 anni e un rientro di capitale investito di circa 3. Garantisce un risparmio di materie prime del 30-40% e una riduzione di emissioni di 400-500 gr di C02 per ogni kWh elettrico generato. Se andiamo ad analizzare le diverse tipologie di interventi di razionalizzazione energetica all’interno di uno stabilimento industriale la cogenerazione sta in cima alla lista per una ragione semplice: non è soggetta ad incentivi governati dalla politica, vive e si giustifica grazie alla propria efficienza intrinseca. Ma l’incidenza del risparmio è significativa anche sui costi di produzione industriale. Esempio: nel settore ceramico, tra i primi in Italia ad adottare tale sistema, i costi di produzione sono scesi del 25-30%. Si pensi invece al fotovoltaico, energia pulita, certo. Ma da un punto di vista economico sta in piedi per un incentivo il cui valore che è pari circa a 4-5 volte quello dell’energia prodotta. Senza questo apporto, determinato dalla politica, e come tale può venir meno, avremmo l’energia del fotovoltaico estremamente più costosa del prezzo di mercato e pur con l’incentivo, il break even è attorno ai 10 anni.
Quanto è diffusa oggi in Italia la cogenerazione industriale?
Negli anni ‘70 siamo stati i primi in Europa a portare esperienze nella cogenerazione. Poi, per vicissitudini normative, abbiamo avuto vari stop&go. Per fortuna, grazie ad una politica Europea, decisamente orientata verso la cogenerazione, dalla direttiva del 2004, anche in Italia abbiamo iniziato a riscontrare stabilità di regole che ne consentono ora una diffusione significativa. Purtroppo la normativa italiana su questo tema non è molto lineare e non sempre coerentissima all’indirizzo della comunità europea. Da questo punto di vista ad un imprenditore può apparire non semplice, in prima istanza, la scelta della cogenerazione.
E in Europa?
Il paese più evoluto in assoluto è l’Olanda che ormai ha in esercizio impianti di cogenerazione anche di piccola taglia. C’è da precisare che per cogenerazione diffusa parliamo di impianti con potenze che vanno da poche decine di kW a 3-4 MW. L’Olanda produce con la cogenerazione diffusa più del 60% dell’energia elettrica consumata da tutto il paese. In Italia siamo sul 7,5%, un dato che indica quanto sia elevato il potenziale di sviluppo della cogenerazione nel nostro paese.
Esiste quindi una cogenerazione per l’edilizia privata?
Noi come Astrim spa stiamo realizzando un importante intervento di cogenerazione e teleriscaldamento a Parco Nord a Udine, una vasta area dedicata al terziario e al civile. C’è poi un importante intervento in una Centrale che riscalda 1.500 appartamenti nel quartiere Fossolo, Bologna. Stiamo alimentando anche a Roma teleriscaldamenti nel quartiere Torrino e nella zona di Bufalotta. Impianti consistenti, perché in Italia a livello normativo non siamo ancora arrivati a poter parlare di cogenerazione “domestica” come avviene invece in Germania e in Inghilterra.
Bisogna però sottolineare che sono già nate in Italia, e Astrim è una di queste, società denominate ESCO – Energy Service Company, che propongono sul mercato non la vendita del “prodotto cogeneratore” ma un “servizio di fornitura” dell’energia scontata rispetto ai prezzi di mercato senza aggravi di costi perché la manutenzione e gestione dell’impianto sono totalmente a carico della ESCO. Questo è un approccio innovativo. In un Sistema-Paese come il nostro, fortemente dipendente dal punto di vista energetico e carente di materie prime, c’è solo da augurarsi che tale sistema si diffonda il più possibile.
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